Perché irradiamo gli alimenti?

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Cosa dice la legge?

La Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha recentemente pubblicato l’elenco aggiornato degli impianti autorizzati per il trattamento degli alimenti e dei loro ingredienti con radiazioni ionizzanti.

Ma di che si tratta?
“L’irradiazione è un trattamento fisico degli alimenti effettuato con radiazioni ionizzanti ad alta energia, in grado di inattivare gli enzimi degradativi presenti nell’alimento ritardandone il deterioramento e di inibire la moltiplicazione dei microrganismi.

Perché gli alimenti
sono sottoposti ad irradiamento?

– per ridurre la carica microbica nel prodotto alimentare e quindi ridurre i rischi sanitari associati con certi prodotti collegati alla presenza di microrganismi patogeni
– per prolungare la durata di conservazione dei prodotti
– per prevenire la germinazione di patate, agli e cipolle.

È bene evidenziare che il trattamento non deve essere utilizzato per sostituire misure di igiene preventive, ma piuttosto in alcuni casi come misura di decontaminazione, attuata con precise condizioni di utilizzo. La sua necessità tecnologica deve essere quindi giustificata (per es. da limiti inerenti il processo di produzione) e non presentare rischi per la salute del consumatore.

I prodotti attualmente ammessi al trattamento nella UE sono la categoria “erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti vegetali”.

In via transitoria ciascuno Stato membro può mantenere i trattamenti precedentemente autorizzati per talune matrici:

in Italia è previsto un uso come antigermoglio per patate, aglio e cipolla.”

(Fonte: Ministero della salute)

L’irradiazione fa male?

Le radiazioni ionizzanti sono una piccola parte dell’ampio spettro di radiazioni: sono quelle a maggiore energia. Proprio per questa caratteristica sono in grado di interagire con la struttura atomica della materia rimuovendo elettroni che orbitano intorno al nucleo e conferendo all’atomo una carica elettrica (ionizzandoli). Fanno parte delle radiazioni ionizzanti i raggi X, quelli gamma, le particelle alfa e le particelle beta. Anche una porzione di raggi ultravioletti (quelli più vicini per lunghezza d’onda ai raggi X) ha proprietà ionizzanti. Sono cancerogene per l’uomo solo le radiazioni ionizzanti e i raggi ultravioletti, sia provenienti dal Sole sia da altre fonti.
Le radiazioni ionizzanti agiscono attraverso l’energia depositata nei tessuti: perciò i loro effetti biologici sono maggiori al crescere della dose a cui si è esposti. La dose assorbita dai tessuti viene misurata in Grays (Gy), mentre l’unità di misura impiegata per misurare l’effetto biologico delle radiazioni è il Sieverts (Sv).

La questione è delicata perché le radiazioni ionizzanti di per sé sono nocive per l’uomo in quanto possono danneggiare il DNA delle cellule e alterare l’ambiente che le circonda. Da queste trasformazioni può prendere il via il processo che porta allo sviluppo del tumore. Il rischio di cancro aumenta al crescere della dose a cui si è esposti. Tuttavia anche basse dosi possono comportare un aumento del rischio e non è possibile determinare una dose al di sotto della quale il rischio di sviluppare un tumore si azzeri; bisogna però tener presente che il loro utilizzo esiste anche in campo medico e diagnostico (radiologia diagnostica, radioterapia e medicina nucleare) e che il rischio derivante da queste procedure va sempre comparato con i benefici attesi.

(Fonte: AIRC)

Altre fonti affermano che l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi.

La discussione a riguardo è ancora aperta e bisognerà aspettare per avere una definitiva risposta alla nostra domanda. Nel frattempo noi di Bios&Derma intendiamo dare il nostro contributo alla tutela della salute e dell’ambiente scegliendo di evitare l’uso di radiazioni ionizzanti per i nostri prodotti. Crediamo sia la richiesta della base a far spostare gli interessi dei grandi distributori e noi cerchiamo di fare la nostra parte.